“Toc Toc. Chi vuole lavorare con me?”. Come iniziare a creare la propria rete professionale su LinkedIn

14 Gennaio 2018linocastrovilli
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È il tuo primo giorno di lavoro in una grande azienda della Silicon Valley. Varchi i cancelli e sei già immerso nella luce che proviene dalle sue luminose vetrate. Ammiri il verde rigoglioso e onnipresente, il flipper e i puff pensati per disintossicare i collaboratori dallo stress. È una di quelle aziende della new economy dove il Presidente ti accoglie sorridente in felpa, t-shirt e jeans, e al diavolo i convenevoli. Una di quelle in cui centinaia di nuovi colleghi lavorano senza sosta come formiche impazzite e corrono a velocità forsennata fra un ufficio e l’altro.

E per i quali tu ancora non esisti.

La prima sensazione che si avverte su Linkedin al termine della procedura di iscrizione non è poi tanto diversa.

Ok, ti sei iscritto a Linkedin. Ok, hai adattato il tuo caro EuroPass CV alle sue impostazioni. Dopo un accurato studio del thesaurus delle competenze – social media? social media manager? social media marketer? socialmediacoso? – hai scelto quali parole usare per descrivere le tue e metterle in evidenza. Hai anche aggiunto qualche contatto: un paio di amici e colleghi, alcuni guru del tuo ambito professionale, l’immancabile professor Derrick Van De Kerchove.

Sei pronto ad ampliare la tua rete professionale, condividere esperienze e conoscenze. Ti sfreghi già le mani, perché pregusti le appaganti collaborazioni che potranno nascere qui. Bellissimo.

Peccato che oggi non ti conosce nessuno.

E adesso?

Personalmente ho sempre fatto ricorso alle situazioni quotidiane per decodificare i social network e decriptare le sue dinamiche relazionali. Del resto, migliaia di linee di codice ripropongono nell’arena digitale le normali regole di interazione sociale.

Siamo su LinkedIn per raggiungere le persone, non certo per sfamare algoritmi o fare il pieno di Like/Consiglia fini a sé stessi. Per questo preferisco tradurre la domanda “Come iniziare a creare la mia rete professionale su LinkedIn?” con la sua versione umana, in carne e ossa: “Come inizio a familiarizzare con i miei nuovi colleghi?”.

Strade, insidie, rischi e benefici delle nuove relazioni sono identici, offline e online. I trucchetti per esempio non rendono mai. Alla lunga si paga sempre dazio quando ci si mostra per ciò che non si è. La chiave per una buona reputazione passa per valori universali, come sincerità, onestà intellettuale e rispetto del proprio tempo. Vale nel mondo reale. Vale su Linkedin.

Qui condivido la mia piccola esperienza. Tre suggerimenti, tre piccoli mantra da tenere a mente, subito dopo aver cliccato sul pulsante Iscriviti.

Su LinkedIn entra in punta di piedi. Innanzitutto ascolta

Comprensione e ascolto sono doti umane che nelle relazioni giocano un ruolo fondamentale. Soprattutto al loro inizio.

Nessuno ha ancora scritto il manuale di bon ton del nuovo arrivato. L’esistenza di un sistema di regole non scritte sul come ci si avvicina ad una nuova realtà è ben radicato nella nostra mente. Si chiama buon senso.

Secondo il buon senso ogni spazio sociale ha usi e consuetudini che vanno innanzitutto ascoltati e compresi prima di entrare a far parte del gioco. LinkedIn in questo non fa eccezione: è una community di professionisti con le sue brave regole da rispettare.

Indossa un abito consono, osserva per conoscere i professionisti del tuo settore che già frequentano il canale social e, soprattutto, evita sin da subito mezzucci subdoli per guadagnare un po’ di visibilità. Sono la strada giusta per ottenere l’indesiderato effetto opposto.

Su LinkedIn devi pubblicare, condividere, interagire. Offri qualcosa di te

Chissà quanti caffè vengono offerti per sancire l’inizio di una nuova conoscenza. Chissà quanti rapporti di lavoro iniziano con la condivisione di un pasto, magari davanti a una ruota di focaccia.

Per far presagire il buono, si inizia sempre da qualcosa di buono.

Su LinkedIn non puoi saziare la voglia di caffè dei tuoi contatti. Puoi però senz’altro offrire un pezzettino di know-how o condividere una fetta di esperienza con loro. Con i tuoi post, per esempio. Oppure con un bell’articolo.

Gli studi psicologici la chiamano Self-Disclosurequando ti apri alle persone, queste sono più disposte a fare altrettanto con te. Funziona così anche dietro lo schermo di tablet e smartphone. Non dimenticarlo.

Frequenta i luoghi pubblici di LinkedIn. Iscriviti ai Gruppi

Quando si arriva in una nuova città di solito ci si iscrive in palestra o magari a qualche associazione. A spingerci non è solo la voglia di salvare il mondo o la propria linea, bensì quel bisogno di socialità che ci porta a voler conoscere nuove persone. Cosa che ovviamente non avverrà mai se resteremo chiusi in casa a contemplare l’ultima serie di Netflix.

Allo stesso modo, per te sarà difficile creare una rete professionale su LinkedIn se non ti spingi oltre il tuo profilo personale. Consigliare post e commenti in timeline, partecipare attivamente alle discussioni, entrare in un gruppo dev’essere il pane quotidiano per rendere visibile la tua identità digitale.

Post Scriptum. Su LinkedIn la pazienza è la virtù dei forti.

Sui social network i risultati non si raggiungono schioccando le dita. Ci vuole tempo, passione e dedizione per farti conoscere e apprezzare. Esattamente come nella vita reale.

Il web è un lungo corteggiamento. Se sei solo eccitato all’idea dei 15 minuti di celebrità, il web se ne accorge e ti dimentica prima. Se pensi di conquistarlo con uno smisurato delirio di onnipresenza, ben presto avrai lo stesso feeling delle email che finiscono in Spam: non ti legge nessuno.

Prenditi il tuo tempo, impara da ogni insuccesso e nei successi che arriveranno trova la piccola falla che ti darà lo stimolo per migliorarti ancora.

Chi si ferma è perduto. Lo diceva anche Totò, che su Linkedin non ha fatto in tempo ad aprire un profilo.

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