Nel cuore delle Marche. 5 pillole di Personal Branding dal Social Media Day di Ascoli Piceno

23 gennaio 2018linocastrovilli
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Con oltre 600km di autostrada in poco più di 24 ore, il caffè diventa un insostituibile compagno di viaggio. Per partecipare al Social Media Day di Ascoli Piceno, dedicato a Facebook e Personal Branding, ne ho presi almeno 5. Forse è per questo che il caffè è protagonista della mia personale rielaborazione delle lezioni condotte dai tre relatori della giornata: Rudy Bandiera, Riccardo Scandellari e Claudia Crescenzi.

5 pillole su Social Network e Personal Branding che partono da un assunto fondamentale: Facebook è un bar affollato, dove il caffè costa apparentemente poco – quasi zero per i clienti abituali – e il contatto fra le persone è inevitabile. Chi vuole farsi strada fra la folla – azienda o professionista – deve accettare le regole del gioco per ottenere la posta in palio: essere visibile e riconoscibile.

La spada di Damocle dell’invisibilità digitale si aggira sulla testa di chi non riesce a costruire relazioni significative sui social network. Rischio più che mai evidente oggi, alla luce dell’ultimo aggiornamento della timeline di Facebook, che premia le relazioni più dirette fra le persone a discapito dei profili aziendali.

Premessa: Facebook è cazzeggio

Quando chiedo ad amici e conoscenti “Cos’è per te Facebook”, tutti all’inizio tergiversano un po’. Balbettano cose del tipo “lo uso per restare aggiornato”, “mi piace perché mi permette di documentarmi”.

Chiacchiere. Finché non arriva la risposta più coerente di tutte.

Facebook è “l’intrattieni”, come dicono a Bari. È il mondo che scrolli distrattamente mentre attendi l’autobus, dove magari sbirci il profilo della ragazza con cui ti piacerebbe di uscire o cerchi di rispondere alla domanda “che facciamo stasera?”.

Se profani questo luogo dedito al cazzeggio rischi la scomunica e l’autoesilio nella pagina del tuo profilo personale/aziendale. Un ecatombe.

Eravamo quattro amici al bar

Le conversazioni su Facebook sono una molecola di relazione. Il dialogo alimenta la fiducia, merce rara di questi tempi, che è alla base di ogni rapporto umano. Più le conversazioni sono proficue e positive, maggiore è la probabilità che fra due o più persone possa nascere una relazione.

Se al bar prendi un caffé con una persona piacevole e interessante, probabilmente sarai il primo a confidare che l’incontro si ripeta ancora una volta. Viceversa, cosa accade se ti imbatti in una persona monotona, che parla sempre solo di sé stesso? E se il tuo interlocutore non fa altro che venderti qualcosa o proporti l’affare del secolo? Perderai rapidamente interesse nei suoi confronti e probabilmente cercherai una scusa per non rivederla più.

Il (Personal) Brand è il messaggio

Il Brand è l’insieme delle percezioni che le persone hanno di te o della tua azienda. Ami prendere il caffè con quelle persone che stimolano la discussione e ti regalano un’emozione. Magari ti fanno sorridere con una battuta, ti inteneriscono con una bella storia, ti fanno riflettere o ti insegnano qualcosa.

Mentre aspetti l’autobus o sbuffi annoiato al lavoro, scrolli decine di post senza considerare minimamente il loro contenuto. Ad un certo punto qualcosa ti blocca e ti convince a reagire ad un post, magari addirittura a commentarlo. Quel qualcosa, spesso, non è il post in sé, bensì chi lo produce.

Interagisci con un contenuto soprattutto perché chi l’ha condiviso ti risulta familiare. È la stessa reazione che hai al bar, quando fra la folla assiepata al bancone riconosci una persona che ti sta a cuore. Cosa fai? Senza indugiare sui volti degli altri, ti precipiti da lui, lo saluti e avvii una nuova conversazione.

La timeline di Facebook è un fiume in piena di contenuti e storie. Per evitare il caos cognitivo, la mente ha imparato anzitempo a risparmiare energie e concentrarsi solo su informazioni e relazioni davvero rilevanti.

(Personal) Branding wasn’t build in a day

Guadagnarsi una percezione positiva è il primo passo per convertire contatti online in relazioni offline: ottenere nuovi contatti, proposte di collaborazione e, chissà, vendere.

Ne devi prendere di caffé per diventare popolare fra i clienti del tuo bar preferito! Ovvero, c’è bisogno di tempo e pazienza per trasmettere e consolidare la tua immagine. Devi saggiare gli umori di tutti, individuare quali sono i temi più discussi e capire qual è il tono più consono rispetto al contesto.

Il primo Like è su te stesso

L’ascolto è alla base del successo online, così come nella vita offline. Recepire semplicemente gli stimoli del pubblico e fornire una risposta adeguata non è comunque sufficiente. È come parlare con qualcuno che ti dice sempre sì, a prescindere. Zero carisma, zero personalità e una buona possibilità di essere subito relegato al dimenticatoio.

L’ultima pillola è forse quella più complessa da assimilare. Senza aver ben chiaro chi sei e quali sono le tue peculiarità sarà piuttosto complicato distinguersi nella folla multiforme e rumorosa del bar Facebook.

Questo post è un piccolo esempio di quanto sia faticoso fare i gorgheggi davanti allo schermo per schiarire la propria voce. La prima stesura si limitava a riportare quanto ascoltato durante il Social Media Day di Ascoli Piceno, dalla viva voce di Rudy Bandiera, Riccardo Scandellari e Claudia Crescenzi. L’ho riletto più volte e non riuscivo a mandarlo giù: non erano le mie parole, non mi apparteneva. L’ho riscritto di getto, con le mie metafore. Adesso è pronto per la pubblicazione.

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