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Aprire un blog è la cosa migliore che tu possa fare

28 Aprile 2019linocastrovilli
Aprire un blog è la cosa migliore che tu possa fare

Hai deciso di aprire un blog? Bravo, ottima scelta. Cosa ti ha spinto a farlo? Da questa risposta dipende la strada che ti converrà percorrere dalla creazione del blog alla scrittura degli articoli. Una cosa però è certa: hai coraggio da vendere.

Mantenere attivo un blog costa impegno e costanza, soprattutto se vuoi portare avanti qualcosa di più ambizioso di un semplice diario personale. È come acquistare un’auto nuova: la linea deve dire qualcosa di te, la scocca dev’essere resistente e gli optional devono rendere confortevole il tuo viaggio e quello dei passeggeri. Senza benzina e conoscenza delle strade non puoi andare molto lontano. E se compri un’automobile per tenerla ferma in garage hai affrontato una spesa inutile.

Mantenere attivo un #blog costa impegno e costanza. È come acquistare un'auto nuova: se la compri per tenerla ferma in garage hai affrontato una spesa inutile Condividi il Tweet

Se hai voglia di avviare il tuo progetto da freelance o se la tua azienda vuole presidiare il web con contenuti originali e di qualità, benvenuto! Qui ti racconto cosa ho fatto prima di mettermi alla guida del mio blog www.linocastrovilli.it. Sali a bordo. Si parte.

Le basi: cos’è un blog

Così come le automobili, anche i blog sono ormai presenti ovunque. La parola blog nasce dalla contrazione del termine inglese Weblogs, letteralmente tracce nella Rete. Il blog è un sito web che raccoglie i contenuti di uno o più autori, organizzati per categorie e tags. L’elenco degli articoli – o post – è impaginato in ordine cronologico inverso: il più recente in testa e a seguire gli altri, sino al più datato. Sotto ciascun articolo il lettore può lasciare un commento e, ovviamente, scegliere di condividerlo sui propri profili social.

Breve storia dei blog 

Quando comparvero i primissimi blog il Far Web era dominato da pochi brand e da tanti, tantissimi, smanettoni della prima ora. Google era un bimbo ingenuo: credeva a qualsiasi keyword frottola propinatagli dai webmaster in quegli anni. Internet era davvero una cosa per pochi.

Con l’arrivo dei weblogs siamo entrati nella fase del web 2.0. Prende vigore l’idea di una Rete culla della nuova democrazia digitale. Grazie allo sviluppo delle prime applicazioni web per fare blogging  – Blogspot e WordPress su tutte – chiunque disponesse di una connessione e di competenze informatiche di base poteva aprire il proprio blog con pochi click. 

La piattaforma Blogger, anno 2005. Fonte archive.org
La piattaforma Blogger, anno 2005. Fonte archive.org

I blog hanno spianato la strada al web come fenomeno di massa. Internet come la conosciamo oggi, dominata dai social network e dai contenuti generati dagli utenti, è partita da lì.

Che differenza c’è fra un blog e un sito?

Nessuna, dal punto di vista tecnico. Dal punto di vista semantico però ce n’è una, piuttosto determinante: mentre un sito web assolve la sua funzione di vetrina per qualcuno/qualcosa anche senza modificare mai la propria struttura di partenza, un blog non ha senso senza cura e aggiornamento periodico. Quale sensazione ti dà sfogliare un diario che per lunghi periodi presenta solo pagine bianche? Abbandonato a sé stesso. Inutile come acquistare un quaderno, scarabocchiare su due-tre fogli e sprecare così tutta quella carta che attendeva solo di sentire lo scorrere della tua penna.

Un #blog non ha senso senza cura e aggiornamento periodico #copywriting Condividi il Tweet

Perché aprire un blog

Blog e automobili hanno in comune il movimento. L’auto ti porta da casa in ufficio, dalla tua città in vacanza. Anche il blog è movimento, da te ai tuoi lettori.

Sporcarsi le mani

Scrivo per lavoro, mi occupo di copywriting e di UX Writing.  Credo che il modo migliore per diventare un bravo copywriter sia sperimentare la scrittura professionale ogni giorno, in qualunque contesto possibile. Scrivere per un cliente è un atto di responsabilità: prima di dare consigli e suggerire strade preferisco testare sulla mia pelle insidie e opportunità.

Promuoversi

Il blog è un ottimo strumento di Personal Branding. È uno spazio digitale di ciccia e sostanza decisivo per sostenere le relazioni online su basi più solide. Mentre i social network vivono del qui e ora e della capacità di stare sul topic del giorno, il blog rappresenta un tesoretto di idee e contenuti che puoi tirar fuori al momento più opportuno.

Ovviamente non sono così folle da ritenere inutile la presenza sui social, anzi. A patto che si inseriscano tutti i canali all’interno di una strategia più ampia. Come ricorda Riccardo Scandellari, la strada ideale per ottimizzare la propria presenza in Rete è conquistare attenzione sui profili social e trasformarla in visite al blog.

Vendere

Vendere, hai capito bene. Che siano le tue competenze o un fantastico prodotto, un blog scritto bene può accompagnare la scelta delle persone sino alla fatidica conversione. Non si tratta di riempire la pagina di banner pubblicitari o call to action aggressive tipo COMPRA COMPRA COMPRA, da cui si scappa con la stessa facilità con cui si mette muto durante le pubblicità televisive. Un blog vende se intercetta i bisogni delle persone, spiega come soddisfarli e suggerisce le azioni da compiere per ottenere un ulteriore vantaggio.

Come aprire un blog

Creare un blog è come acquistare un’automobile. Un processo di scelta complesso in cui è determinante avere le idee chiare su cosa si vuole ottenere.

Aprire un blog con una piattaforma gratuita

Aprire un blog con Tumblr
Aprire un blog con Tumblr

Se vuoi creare un blog personale senza molte pretese, questa è sicuramente la soluzione più semplice. Basta iscriversi a una delle tante piattaforme di blogging gratuite disponibili in Rete:

Con queste piattaforme puoi mettere su il tuo piccolo blog con pochi accorgimenti e pubblicare subito i tuoi articoli. Ti permettono qualche piccola personalizzazione grafica, l’organizzazione dei contenuti e il collegamento con i social network.

Se il tuo obiettivo è aprire un blog per sostenere la tua attività da freelance oppure un blog aziendale, ti sconsiglio di optare per una soluzione gratuita. Hai bisogno di maggior spazio di manovra per poter promuovere al meglio il tuo nome, il tuo prodotto o i tuoi servizi. Non preoccuparti, parliamo ancora di spese accessibili.

Acquistare un dominio e aprire il tuo blog

L’ideale per un freelance o per una piccola azienda. È vero, devi armarti di pazienza e far tesoro di un minimo di competenze tecniche per aprire, configurare e mettere su il tuo blog. Ma ne vale la pena, perché è l’unica che ti permette ampi margini di personalizzazione: dall’acquisto del dominio alla scelta del template grafico, sino al menù principale e alla gestione delle categorie. Quando ho deciso che era giunta l’ora di aprire il mio blog ho percorso senza alcun dubbio questa strada:

  1. Acquisto del dominio. Poiché ho deciso di usare il blog come palestra a vista della mia scrittura online, la scelta del dominio è ricaduta – con poca fantasia forse – sul mio nome e cognome. Ho acquistato da Aruba un dominio WordPress, così non ho dovuto scaricare il CMS, caricarlo via FTP sull’hosting – quante parole difficili? – configurare il database e via discorrendo. Dopo l’acquisto ricevi via email i dati per accedere al tuo pannello di controllo WordPress già configurato.
  2. La scelta del template grafico. Se cerchi template wordpress su Google scoprirai un mondo. Ne trovi davvero di tutti i tipi, gratuiti o a pagamento, semplici o articolati, con pagine preimpostate o strumenti per creare in autonomia sezioni personalizzate. I temi gratuiti di solito hanno bisogno di un buon lavoro di ritocco per essere davvero efficaci, per cui se non hai dimestichezza con HTML e CSS ti consiglio di acquistare un template professionale. Quale? Dipende dalle tue esigenze. Personalmente sono per la semplicità e la pulizia: se devono risaltare le parole tutto il resto è un orpello inutile. Ah, dimenticavo. Se il tema che stai per scegliere non ha un comportamento decente sui dispositivi mobile, evita.
  3. Widget e plugin: gli optional a cui non puoi rinunciare. Scrivere, certamente. Ma gli articoli di un blog vanno anche distribuiti, monitorati e misurati. Prima di partire assicurati di:

Aprire la sezione blog in un sito già esistente

Per aziende che decidono di investire nei contenuti. Gli sforzi tecnici dipendono dall’architettura con cui è stato realizzato il sito. In generale tutti i CMS permettono la realizzazione di un’area blog con pochi accorgimenti.

La vera riflessione in questo caso è un’altra: con quale strategia si intende realizzare e pubblicare contenuti sul proprio blog aziendale? Il destino di un blog trattato come vezzo o affidato alla buona sorte è lo stesso di un soprammobile: una decorazione spesso kitsch che resta lì, immobile, buona solo a prendere polvere.

Come gestire un blog

La macchina è pronta. Prima di sederti davanti alla tastiera e iniziare a scrivere il primo articolo dedica un po’ di tempo a penne, matite e fogli bianchi. Devi mettere a punto una strategia editoriale.

La strategia è la benzina del tuo blog: puoi macinare articoli solo se sai a chi ti rivolgi, cosa serve loro, come e quando scriverlo.

Per chi scrivi?

Senza almeno un lettore-tipo il tuo blog è una raccolta di fogli scarabocchiati chiusi in un cassetto. E se hai aperto un blog, fidati, non è questo il destino che avevi immaginato per i tuoi post.

Senza almeno un lettore-tipo il tuo #blog è una raccolta di fogli scarabocchiati chiusi in un cassetto #copywriting Condividi il Tweet

Prima di iniziare, concentrati sulle persone che vuoi raggiungere. Immaginale. Chi sono? Cosa fanno nella vita? Che interessi hanno? Se puoi, studia, indaga: chiacchierate, interviste, dati. La Rete è ricca di suggestioni sulle buyer personas: il target – o meglio il pubblico, come suggerisce Paolo Iabichino – a cui decidi di rivolgerti quando metti in moto il tuo blog.

Prima di cercare trucchi e barbatrucchi su come far lievitare le letture dei tuoi articoli, pensa un attimo a chi vorresti ci fosse dall’altro lato dello schermo. La scrittura è relazione.

Perché dovrebbero leggerti?

Se hai messo bene a fuoco le persone a cui vuoi rivolgerti, il passaggio successivo dovrebbe essere quasi naturale. Che bisogni ha il tuo pubblico? Che problemi deve risolvere? Cosa cerca?

Cerca non è affatto un verbo casuale. Perché? Te lo dico fra qualche rigo. Intanto resta concentrato sul concetto di relazione. Scrivi per donare qualcosa – un’esperienza, una competenza, una conoscenza – al pubblico che hai immaginato. Semplifica la vita. Chiarisci dubbi. Emozionali.

Cosa (e quando) scrivi?

Hai in mente il chi. Hai capito che le persone si muovono in base ad un perché. Il dove è, ovviamente, il tuo blog. Il cosa scrivere lo desumiamo dall’incontro fra pubblico e bisogni. Vuoi un esempio?

Ho deciso di aprire il mio blog per 3 motivi: posizionarmi sul mercato e farmi conoscere dai miei colleghi; mettere in mostra la mia penna e intercettare proposte di collaborazione; fare la “chioccia” a chi, come me, ha scelto con un po’ di incoscienza di percorrere questa strada. Per i primi devo approfondire il “come” lavoro: strumenti operativi, tecnica, progettualità. Ai secondi devo trasmettere una visione ideale del mio lavoro e, al tempo stesso, qualche frutto concreto. E ai terzi? Devo prenderli per mano, illuminare i primi passi e dare qualche dritta per iniziare, si spera col piede giusto.

Le buone intenzioni però devono prendere forma e sostanza. Ecco che diventa utile uno strumento spesso bistrattato ma utile per pianificare una strategia e stringere un patto con sé stessi e il proprio impegno: il piano editoriale.

Dotarsi di un piano editoriale è utile per suddividere il racconto in appassionanti puntate, come Game of Thrones o una serie TV di Netflix. Un consiglio: non affannarti a intasare le caselle del tuo piano editoriale con contenuti inutili, concepiti solo per riempire un “vuoto”. Finiresti per diventare schiavo di uno strumento che in realtà dovrebbe agevolarti il lavoro. Ciò che premia davvero è la periodicità. Diventare un appuntamento atteso. E utile.

Idee per un blog

Pronti per partire? Se hai definito la strategia, gli obiettivi e gli argomenti da trattare, non ti resta che trovare le tracce da seguire per scrivere i tuoi primi articoli. Dove trovare spunti? Cosa cercano le persone?

Google Suggest

Google sa tutto. Come ogni buon oracolo che si rispetti, Google sa anche rispondere a tutto. Purché gli si facciano le giuste domande.

La barra di ricerca di Google è uno scrigno di idee per un blog. Facciamo subito un esempio: inizio a digitare una parola – una keyword – che riguarda l’argomento che decido di trattare, per esempio copywriting.

Aprire un blog. Google Suggest.
Aprire un blog. Google Suggest.

Fra i suggerimenti Google elenca ricerche reali, effettuate dalle persone. Una miniera di bisogni da soddisfare, magari con un bell’articolo. Che sia il tuo?

Altri spunti? Sempre nella barra di ricerca, sposta il cursore a destra. Puoi digitare anche un’altra parola o una semplice lettera per ottenere altri suggerimenti pertinenti.

Aprire un blog. Google Suggest.
Aprire un blog. Google Suggest.

“E non finisce qui”, diceva Corrado. Google suggerisce ulteriori parole chiave utili per arricchire le tue idee in coda alla prima pagina dei risultati di ricerca.

Aprire un blog. Parole chiave correlate
Aprire un blog. Parole chiave correlate

Answer the public

Un altro strumento utile per la ricerca di idee per il tuo blog è Answer the Public. Uno scorbutico signore in dolcevita grigio attende impaziente la tua interrogazione al motore di ricerca.

Answer the public
Answer the public

Answer the public automatizza ciò che faresti con Google Suggest. Data una parola chiave, fornisce tutte le ricerche collegate, in ordine alfabetico.

La parte più interessante però è la presentazione delle chiavi di ricerca di coda lunga – le long tail keyword – rilevate dal nostro scorbutico amico. Answer the public isola le domande, le preposizioni e i confronti fra parole dal resto dei risultati: un ghiotto bottino di ispirazioni e domande che attendono solo una risposta pertinente. Che sia la tua?

Aprire un blog. Le long tail keyword
Aprire un blog. Le long tail keyword

Come scrivere un articolo di blog

Il blog è parcheggiato in garage. Sai dove rifornirla di idee. Hai in mente dove vuoi arrivare. Adesso entra, accomodati sul sedile lato conducente e mettiti alla guida. Con il tuo stile.

Quanto deve essere lungo un articolo di blog

Articoli lunghi, articoli corti. Monoliti o suddivisi in paragrafi. 800 o 1500 parole. Su Google troverai mille risposte su quanto deve essere lungo un articolo di blog. La verità è che nessuna risposta è davvero esauriente.

La lunghezza ideale per un articolo di blog dipende dal tipo di risposta che devi fornire al tuo pubblico. Se la domanda è generica devi preparare un articolo con una struttura complessa e ragionata, in grado di toccare più punti. Se la domanda è specifica devi scrivere un testo mirato a soddisfare in maniera dettagliata quella necessità.

Per farti un’idea della lunghezza ideale dell’articolo che vuoi scrivere, osserva i risultati di ricerca che finiscono in prima pagina su Google per l’argomento che vuoi trattare. Le pagine in vetta soddisfano meglio delle altre le esigenze delle persone. Anche in termini di completezza e complessità delle informazioni.

Scrivere un articolo di blog: lo stile

Quando scrivi per il tuo blog non devi mai dimenticare le persone che hai di fronte. Allinea il tuo linguaggio – sintassi, lessico – a quello del pubblico che vuoi raggiungere, altrimenti rischi di mettere in scena un dialogo fra un cinese e un italiano: cosa passerà di quello che dici?

Quando scrivi, allinea il tuo linguaggio – sintassi, lessico – a quello del pubblico che vuoi raggiungere #copywriting Condividi il Tweet

Ricordati soprattutto che le occasioni di lettura oggi aumentate. Oggi si legge ovunque: davanti allo schermo del PC, alla fermata dell’autobus, in treno. E la lettura sullo schermo stanca più velocemente.

Una scrittura semplice e chiara convince tutti. Frasi lunghe e articolate hanno lo stesso effetto della muraglia cinese: sono difficili da seguire e nascondono i significati fra incisi e circonlocuzioni.

Sullo stile di scrittura ti consiglio 2 libri di Luisa Carrada: Lavoro, dunque scrivo – la mia Bibbia – e Guida di stile. Puoi anche consultare il suo blog, ricco di riflessioni e consigli preziosi: https://blog.mestierediscrivere.com/

Scrivere un articolo di blog: il tono di voce

Il Tono di Voce è l’Everest del Copywriting, dice Valentina Falcinelli nel suo libro Testi che parlano. Definire l’identità verbale di un’azienda è il livello più strategico di chi scrive per professione. E ha ragionissima: il modo in cui scriviamo ci posiziona in un certo modo e guai se parole e frasi fuori posto ci allontanano dal pubblico che avevamo intenzione di raggiungere.

Se sei un freelance, scrivi come parli. Esercitati a tradurre in forma scritta il tuo modo di rivolgerti agli altri. Unico, perché esclusivamente tuo. Col tempo le tue parole risuoneranno autentiche e riconoscibili, anche nel caos di mille articoli di blog che trattano lo stesso tema. La chiave è ricercare in sé stessi vocabolari e metafore, senza scopiazzare.

Se sei un’azienda, non improvvisare. Affidati ad agenzie o professionisti bravi, preparati, esperti non solo nel job title di Linkedin. Affidati a qualcuno che abbia il coraggio di dirti che no, non tutti possono parlare come Ceres e Taffo semplicemente perché non tutti sono Ceres e Taffo, per intenderci. Se vuoi fare le cose in grande, chiedi lo studio e la redazione di Manuale di Tono di Voce, che ti guiderà sul come dire le tante cose che hai da raccontare.

Affidati a qualcuno che abbia il coraggio di dirti che non tutti possono parlare come Ceres e Taffo Condividi il Tweet

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